In libreria: “Nati per essere liberi” di Tonino Cantelmi (Ed. Paoline)

Gli Standard per l’Educazione sessuale promossi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono stati approvati dall’Unione Europea e sono già in uso in Italia nelle scuole materne ed elementari. Tali Standard indicano ciò che bambini e ragazzi, nelle diverse età, dovrebbero sapere e comprendere, quali situazioni o sfide dovrebbero essere in grado di gestire, quali valori e atteggiamenti è necessario che essi maturino per poter crescere in modo gratificante, positivo e sano per quanto attiene alla sessualità. Gli Standard propagandati nelle scuole, per alcuni aspetti, si ispirano ai gender studies e sono applicati senza un’idonea previa valutazione.

Nel suo nuovo libro “Nati per essere liberi”, il noto psichiatra e psicoterapeuta Tonino Cantelmi affronta la questione partendo da questo presupposto. Scrive Cantelmi nell’introduzione: “La cosiddetta teoria del gender, nonostante la sua evidente forzatura ideologica che consiste nel sopravvalutare in modo determinante il dato culturale nella costruzione del maschile e del femminile con paradossali e grottesche negazioni della realtà, esercita tuttavia una letale fascinazione nella attuale epoca tecnoliquida, tanto da permeare l’educazione sessuale nelle scuole al di là di ogni prudenza. Verrebbe da dire: giù le mani dai bambini!”.

Nel libro, con il contributo di validi esperti e collaboratori, l’Autore analizza gli aspetti critici e le lacune scientifiche degli Standard, mettendone in discussione la validità al fine di una buona educazione sessuale in ambito scolastico. In alternativa introduce proposte formative di educazione sessuale no-gender theory (ad esempio il Progetto Pioneer per ogni fascia di età), ispirate al rispetto del percorso di sviluppo del bambino e a una antropologia non contaminata da questa teoria.
Scrive ancora Cantelmi: “Dopo il successo di Educare al femminile e al maschile (Paoline 20134), libro semplicemente basato sull’esposizione di ricerche scientifiche e sul buon senso, abbiamo deciso di tentare un salto di qualità: proporre una modalità di educazione sessuale, non tanto gender free, ma soprattutto basata sulle evidenze scientifiche e sulla realtà dei fatti. Il libro può apparire complesso da leggere, ma educatori, genitori, insegnanti e chiunque si occupi di bambini hanno il diritto e il dovere di essere informati adeguatamente sul tema scottante dello sviluppo sessuale e psicoaffettivo. Hanno soprattutto il dovere di abbandonare le derive ideologiche e di accogliere la concretezza e la realtà dei dati di fatto. Riteniamo che la ideologia del gender nel tentativo di combattere autentiche discriminazioni (tentativo del tutto condiviso da noi) nel suo sviluppo abbia generato la più macroscopica discriminazione della nostra epoca: non lasciare liberi i bimbi, obbligandoli a negare, a volte in modo grottesco, la differenza maschile-femminile, attribuendo ogni differenza a una costruzione sociale da abbattere”.

 

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