Stanchezza da pandemia: perché siamo più tristi e tesi?

Fonte: Il digitale.it del 21/10/2020

Di recente sentiamo spesso parlare di stanchezza da pandemia. Ma di cosa si tratta nello specifico? Cerchiamo di fare un’analisi della situazione partendo dal punto di vista medico scientifico.

Stanchezza da pandemia, che cos’è

La pandemia ha cambiato in modo netto il nostro modo di vivere e di approcciarci alla realtà. Possiamo confermare che ci sia un mondo prima e uno dopo la pandemia. Oltre che all’esterno, siamo noi i primi a non essere più gli stessi. All’esterno i cambiamenti sono evidenti: sociali, economici, nei rapporti interpersonali, nelle abitudini e negli stili di vita. Dentro di noi però la pandemia ha suscitato un vero e proprio terremoto. Dal punto di vista psicologico è emersa una maggiore stanchezza, mista a tristezza e tensione.

Le cause della stanchezza da pandemia

Le cause della stanchezza da pandemia sono da ricollegarsi ad una deprivazione sensoriale dovuta a questa condizione di cattività in casa, ad un ipercarico cognitivo da devices e tecnologia (smart working) e da una assenza di visione prospettica conseguente ad una depressione reattiva con stanchezza e sintomi affini. Da uno studio di Brooks e colleghi, riportato in una relazione dello psichiatra Tonino Cantelmi, emerge come in situazioni simili vissute negli ultimi decenni in seguito a Sars, Ebola, influenza H1N1 o Mers la maggior parte degli studi esaminati abbia riportato effetti psicologico negativi, tra cui disturbo post-traumatico da stress, confusione e rabbia. I fattori predisponenti per lo sviluppo dei sintomi includevano: durata delle misure di isolamento, paura di contrarre l’infezione, frustrazione, noia, forniture inadeguate di beni essenziali o necessari, informazioni inadeguate, perdite finanziarie e stigmatizzazione dei contagi.

Il nodo cruciale secondo il Professor Cantelmi

A parere del prof. Cantelmi il problema principale consisterebbe nell’incertezza in cui versa la situazione attuale. Solitamente dopo un evento negativo la persona in modo naturale tende a recuperare. Cosa che non può verificarsi in questo caso perché la possibilità di nuovi lockdown è reale e il Covid fino a quando non verrà trovato un vaccino rappresenterà sempre una minaccia. A testimoniarlo anche uno studio di Lawrence Palinkas, studioso di adattamenti psicosociali in ambienti estremi, all’Università della California del Sud, il quale afferma come in presenza di un periodo di tempo ben definito di isolamento le persone iniziano ad avere problemi solo a metà del periodo sperimentando una caduta di umore. Quando però si avvicina la fine del loro periodo di confinamento queste persone inizierebbero a riprendersi. Nel nostro caso questo, come abbiamo già detto, non può avvenire ed ecco che i sintomi della stanchezza da pandemia e della tensione emotiva permangono ancora.

Stanchezza da pandemia, altre complicazioni

Pur non trovandoci in una condizione di confinamento a casa, rispetto al passato oggi siamo più portati a ritirarci in casa, in particolare sono le persone che superano una certa soglia d’età ad evitare situazioni di contatto sociale non strettamente necessarie. Questo isolarsi provoca però stress e solitudine che vanno ad impattare sul nostro sistema immunitario. “Proprio quel sistema immunitario necessario per combattere l’eventuale contagio” tiene a precisare Cantelmi. Anche qui diversi studi hanno dimostrato questo rapporto che intercorre tra solitudine, stress e infiammazione.

Pandemia, tra ansia e depressione
Commenta sempre il Professore in una video intervista con il centro studi Minas Tirith:

La pandemia è un avvenimento shock, un trauma e questo trauma incrementa il rischio di psicopatologia per la salute mentale nella popolazione in generale, e in alcuni gruppi in particolare, come i sopravvissuti e i parenti delle vittime.

Anche il personale tecnico presenta numerosi fattori di rischio. Uno studio, pubblicato sul Journal of American Medical Association basato su un’indagine svolta dal 29 gennaio al 3 febbraio, ha esaminato 1257 operatori sanitari in Cina. Di questi la metà dice di aver sperimentato sintomi come depressione mentre più della metà distress, e una buona percentuale di ansia e insonnia.

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Itci -ISTITUTO TERAPIA COGNITIVO INTERPERSONALE

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Presentazione del libro: Il grido dei penultimi

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AIPPC e ITCI: un servizio di sostegno psicologico

Covid-19: Cei, al via un servizio di ascolto e accompagnamento psicologico per i cappellani ospedalieri

 

 

Un servizio di ascolto e accompagnamento psicologico per i cappellani ospedalieri e i loro collaboratori in questo periodo di grande impegno e di radicale modifica dei comportamenti abituali. A proporlo, a titolo gratuito, è l’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, in collaborazione con l’Aippc – Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici.  “Si tratta di offrire un aiuto a una parte di Chiesa così esposta in prima linea nella lotta al Covid-19, di fronte alle nuove modalità in cui lo stress si sta manifestando nell’accompagnare spiritualmente il malato, i suoi familiari, gli operatori sanitari, altri operatori pastorali”, spiega in una nota il direttore don Massimo Angelelli.  Obiettivo è “creare un’occasione di dialogo per gestire l’impatto emotivo e così disinnescare (defusing) la carica potenzialmente traumatica. Questa attenzione specifica può e deve essere indirizzata ai curanti, a chi mai come oggi continua ad accompagnare i fratelli (il malato, l’operatore sanitario) impegnati al confine tra la vita e la morte, o chi vive un tipo di lutto inesistente in precedenza nel nostro orizzonte culturale, perché oggi vengono negati vicinanza, ultimo saluto, preghiera condivisa dei familiari”. Il servizio di ascolto e dialogo è offerto dall’Itci– Istituto di terapia cognitivo interpersonale, guidato dal diacono e psichiatra Tonino Cantelmi. L’attività di sostegno si svolge tipicamente nella modalità della video-chiamata; è indirizzata ai cappellani e agli assistenti religiosi di strutture sanitarie e socio-sanitarie. Un accompagnamento che si unisce, conclude la nota, “in maniera complementare alla quotidiana vicinanza espressa da una preghiera intensa, condivisa e fortemente sentita da ciascuno di noi”.

FONTE: https://www.agensir.it/quotidiano/2020/3/31/coronavirus-covid-19-cei-al-via-un-servizio-di-ascolto-e-accompagnamento-psicologico-per-i-cappellani-ospedalieri/
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Convegno Assisi: “Salute diseguale. Agiamo sulla scia di Francesco”

Il 16 novembre 2019, presso l’Auditorium dell’Istituto Serafico di Assisi, si terrà il Convegno “Salute  diseguale. Agiamo sulla scia  di Francesco”, promosso dal Forum Sociosanitario. Scopo dell’evento è porre attenzione al tema della salute disuguale, dal momento che gli studi rivelano dati allarmanti: in Italia i più poveri e più incolti vivono tre anni in meno dei più ricchi e più colti e il gap aumenta di un anno ponendo in relazione il Sud con il Nord. Tra i relatori, il presidente AIPPC Tonino Cantelmi.

La partecipazione è gratuita, ma limitata alle prime 120 iscrizioni.

Scarica il programma e la scheda d’iscrizione

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Eutanasia e suicidio assistito. Quale dignità della morte e del morire?

 

Il prossimo 11 settembre 2019 si svolgerà un evento sul tema del fine-vita, promosso dal Tavolo “famiglia e vita” presso la CEI. Promotrici del convegno le Associazioni aderenti al Tavolo: AIPPC – Prof. T. Cantelmi, AMCI – Prof. F. Boscia, Forum delle Famiglie – Dott. G. De Palo, Forum Sociosanitario – Prof.  A. Bova, Movimento per la vita – Prof.ssa M. Casini Bandini, Scienza&Vita – Prof. A. Gambino.  Parteciperà all’incontro anche il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale Italiana.

Per info e prenotazioni: [email protected]
11 settembre 2019 – ore 15.00- 19.00 Centro Congressi CEI  – Aula Magna – Via Aurelia, 796 Roma.

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Il documento. Le associazioni cattoliche: una legge che dica no all’eutanasia

Da Avvenire del 10 luglio 2019

Un forte richiamo al Parlamento, perché legiferi tenendo presente che “ciascuna vita individuale è un bene in se stessa”

Le associazioni cattoliche: una legge che dica no all'eutanasia

Un no senza sfumature all’eutanasia, la richiesta di cure palliative come diritto effettivo di tutti i cittadini, la ferma opposizione alla logica dello scarto che minaccia le persone meno efficienti, l’appoggio ai professionisti della salute che hanno espresso ferma contrarietà al procurare la morte dei loro pazienti. E il conseguente auspicio che la nuova legge in gestazione alla Camera rifletta queste priorità.

Alla vigilia del convegno di giovedì 11 luglio a Roma sulle scelte di fine vita, organizzato da più di 30 sigle, prendono posizione in modo esplicito sei associazioni cattoliche più direttamente coinvolte nella promozione della vita umana. Scienza & Vita, Forum delle Associazioni familiari, Movimento per la Vita, Associazione Medici cattolici, Forum delle Associazioni socio-sanitarie, Psicologi e psichiatri cattolici sintetizzano in 9 punti la loro posizione su eutanasia, suicidio assistito, cure e scelte nell’ultimo tratto della vita.

Lo fanno «in vista dell’imminente decisione della Corte Costituzionale sul tema del fine vita» chiedendo che «il Parlamento, consapevole delle proprie responsabilità istituzionali, eserciti pienamente e tempestivamente la propria funzione legislativa in materia». Lo fanno a partire dal «convincimento» del «profondo rispetto di ciascun essere umano, soprattutto se debole e vulnerabile» sottolineando che «ciascuna vita umana individuale è un bene in se stessa, al di là delle circostanze che di fatto segnano la sua parabola esistenziale» e ricordando che «la peculiare dignità umana che contraddistingue ogni singola persona, dal primo istante della sua esistenza fino alla morte, accomuna la famiglia umana e ci rende tutti uguali in valore». .

Di seguito il testo integrale del documento

1. In vista dell’imminente decisione della Corte Costituzionale sul tema del fine vita, chiediamo che il Parlamento, consapevole delle proprie responsabilità istituzionali, eserciti pienamente e tempestivamente la propria funzione legislativa in materia. Dal canto nostro, desideriamo riaffermare brevemente il nostro convincimento, in nome del quale ci sentiamo spronati a dare il nostro fattivo contributo nella società attuale, per la costruzione di una rinnovata convivenza civile improntata sul profondo rispetto di ciascun essere umano, soprattutto se debole e vulnerabile.

2. Riconosciamo che ciascuna vita umana individuale è un bene in se stessa, al di là delle circostanze che di fatto segnano la sua parabola esistenziale; la peculiare dignità umana che contraddistingue ogni singola persona, dal primo istante della sua esistenza fino alla morte, accomuna la famiglia umana e ci rende tutti uguali in valore.

Riconosciamo, di conseguenza, che per ogni essere umano sussiste il dovere morale di prendersi cura della vita e salute propria e altrui, in un clima di solidale reciprocità.

3. Abbiamo piena consapevolezza del fatto che, talora, malattia e sofferenza irrompono in modo inarrestabile nel nostro cammino, “ferendo” in profondità la nostra storia personale e ponendo sulle nostre spalle pesi estremamente gravosi. Siamo convinti che, specialmente in tali circostanze, la persona che sperimenta “vulnerabilità” abbia diritto a non rimanere sola col proprio carico umano, ma debba ricevere dalla comunità (nella misura delle responsabilità proprie di ciascun ruolo) ogni aiuto necessario per curare la malattia e lenire la sofferenza, in nome del legame di solidarietà e comunanza coessenziale al nostro stesso “essere umani”.

4. Consideriamo che, pur giovandosi di un continuo ed auspicabile progresso, la medicina attuale applicata ai casi clinici concreti talora mostri dei limiti insuperabili in ordine alla guarigione; in tali casi, con convinzione piena, riteniamo doveroso per il medico astenersi dall’insistenza in trattamenti che, di fatto, si dimostrassero clinicamente inefficaci o sproporzionati.

5. In particolare, desideriamo richiamare e rilanciare l’urgente esigenza di aumentare sforzi e risorse per una maggiore implementazione delle cure palliative, in grado di assicurarne l’effettiva fruibilità su tutto il territorio nazionale per le persone che ne hanno necessità, come del resto sancito dalla legge 38/2010.


La malattia, il dolore e la sofferenza, nella loro cruda e gravosa realtà, esigono una risposta autenticamente “umana”, costruita sull’amore


6. Con altrettanta convinzione, nella nostra società spesso connotata da forme di utilitarismo ed efficientismo, rifiutiamo senza tentennamenti ogni “logica di scarto” tendente a considerare le persone insolubilmente segnate dalla malattia o da altre vulnerabilità (età avanzata, disabilità, patologie psichiatriche, ecc…) come una sorta di “peso infruttuoso” per la comunità, tanto da ritenere opportuno ridurre (o addirittura annullare) risorse ed ausilii a loro vantaggio, a prescindere dai loro effettivi bisogni.

7. Alla luce di ciò, desideriamo infine esprimere congiuntamente il nostro più fermo rifiuto di ogni atto di eutanasia, in tutte le sue forme e modalità, ovvero di ogni scelta intenzionale e diretta finalizzata ad anticipare la morte allo scopo di interrompere ogni sofferenza. Siamo infatti convinti che la malattia, il dolore e la sofferenza, nella loro cruda e gravosa realtà, esigano una risposta autenticamente “umana”, costruita sull’amore, sulla condivisione e sul servizio, oltre che sull’ausilio della migliore medicina; mai esse meritano di ricevere come risposta la sbrigativa e fuorviante violenza dell’eutanasia, umanamente falsa, lesiva dell’integrità della vita e offensiva della dignità umana.

8. Guardiamo con estremo favore alla recente presa di posizione pubblica da parte delle Federazioni degli Ordini dei medici e degli Infermieri, che considerano il proprio coinvolgimento in eventuali pratiche eutanasiche in piena ed inaccettabile contraddizione con le finalità e i valori originari dell’arte medica, espressi e confermati nei vigenti codici deontologici di categoria.Guardiamo con uguale favore ad altre iniziative e prese di posizione che condividano la nostra prospettiva valoriale.

9. Auspichiamo pertanto che una simile violazione della vita umana, quale è l’eutanasia, non debba mai trovare avallo e giustificazione nell’ordinamento giuridico del nostro Paese.

A tale proposito, fin da ora invitiamo le persone che fossero interessate all’evento del prossimo 11 settembre, a Roma, per una giornata di riflessione e approfondimento di queste tematiche (maggiori dettagli verranno diffusi quanto prima).

FIRME

Associazione Scienza & Vita

Forum delle Associazioni Familiari

Movimento per la vita

Associazione Medici Cattolici Italiani

Forum Associazioni Socio-Sanitarie

Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici

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Costituito il Forum delle Associazioni socio-sanitarie

Il 17 settembre u.s. con la firma dello Statuto si è costituito il Forum delle associazioni sanitarie.

Le Associazioni che hanno aderito sono:

Associazione Italiana Pastorale Sanitaria – AIPaS
Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici – AIPPC
Associazione Medici Cattolici Italiani – AMCI
Movimento per la Vita
Unione Cattolica Farmacisti Italiani – UCFI

Nella stessa giornata è stato eletto il primo Consiglio Direttivo per il periodo 2018-2022  così composto:

Presidente –  Prof. Aldo  Bova

Vicepresidente  –  Prof.ssa   Marina  Casini

Vicepresidente – Prof. Tonino Cantelmi

Consigliere e  Tesoriere  –  Prof.  Filippo  Maria  Boscia  –

Consigliere e Segretario – Dott.   Pasquale  Laselva

Consigliere   –  Dott.  Piero  Uroda

Consigliere –    Don     Isidoro Mercuri Giovinazzo

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Disagio psichico: parte a Tuscania il primo centro in Italia per la cura delle dipendenze comportamentali con approccio multidisciplinare

Alla presenza del sindaco di Tuscania (Viterbo) Fabio Bartolacci, si è insediato ufficialmente questa mattina il comitato scientifico della Comunità terapeutica Sisifo, coordinata dallo psichiatra Tonino Cantelmi. Presidente del comitato è Alberto Siracusano, direttore Uoc Psichiatria e psicologia clinica – Fondazione Policlinico Tor Vergata. Parte, dunque, ufficialmente l’attività della struttura che aprirà collaborazioni anche con diverse diocesi sparse sul territorio. La Comunità terapeutica Sisifo – la prima in Italia per la cura delle dipendenze comportamentali (non da sostanza) con approccio multidisciplinare – è una struttura che offre percorsi terapeutici residenziali o diurni e attività ambulatoriali. Accoglie utenti che presentano condotte di dipendenza patologica (dipendenza da gioco d’azzardo, da Internet e da tecnologia, dipendenza affettiva, ipersessualità o dipendenza sessuale, shopping compulsivo, dipendenza da lavoro) e che accettano di seguire un percorso terapeutico e riabilitativo finalizzato al recupero del proprio equilibrio e del proprio benessere psichico. Il progetto terapeutico Sisifo per le dipendenze comportamentali si svolge con due modalità: servizio residenziale specialistico e servizio ambulatoriale specialistico (come proseguimento della modalità residenziale o per forme meno gravi). Le macro aree in cui sono riassumibili le strategie di intervento sono: trattamento psichiatrico (farmacoterapia), psicoterapia ad orientamento cognitivo-interpersonale, interventi riabilitativi (counseling filosofico e/o spirituale, mindfulness, onoterapia ossia terapia con asini, laboratori teatrali e gruppi di visione e discussione di film) mirati all’incremento di abilità relazionali, comunicative e metacognitive. Il progetto terapeutico svolto con modalità residenziale prevede la formula di immersione intensiva, per massimo 15 partecipanti. La durata dell’ospitalità residenziale è stabilita in 2 settimane intensive e una settimana al mese di follow up per 3-12 mesi, ed è tale da consentire il ripristino dell’equilibrio psichico.

Per Informazioni: Comunità SISIFO

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“ACCOLTI.IT” Per una piena accoglienza: buone prassi per la disabilità e la riabilitazione in Italia

Roma 10/10/2018 – Iniziativa promossa da CEI e AIPPC

Su iniziativa della Senatrice Paola Binetti, l’Ufficio Nazionale per la Pastorale della salute CEI e l’Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici AIPPC,  promuovono l’evento con ingresso gratuito: Per una piena accoglienza: buone prassi per la disabilità e la riabilitazione in Italia. L’Ufficio di Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Italiana, in collaborazione con l’AIPPC, pone l’attenzione sui luoghi di accoglienza, terapia e riabilitazione specificamente rivolti alle persone con disabilità mentale, con l’intento di dare visibilità e dovuta attenzione ad un mondo complesso e fragile, troppo spesso liquidato entro i contorni di un “disagio” che poco racconta e molto esclude delle realtà di senso e significato. Corso accreditato ECM per Medici (tutte le professioni) Psicologi/Psicoterapeuti, Infermieri. Crediti formativi per 30 giornalisti – Ordine dei Giornalisti di Roma (accreditato e pubblicato sulla piattaforma Sigef).

SEDE: Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani Via della Dogana Vecchia, 29 Roma – Senato della Repubblica
Orario: 10 ottobre 2018 dalle ore 14:30 alle ore 18:30
Corso ECM per: Medici  tutte le professioni) Psicologi/Psicoterapeuti, Infermieri. Evento n. 240214 CREDITI 4 (Provider FEDERPSI)

Crediti formativi per 30 giornalisti – Ordine dei Giornalisti di Roma (accreditato e pubblicato sulla piattaforma Sigef). 4 Crediti formativi

Iscrizione: partecipazione gratuita,  ma è obbligatorio registrarsi  tramite il sito della CEI al seguente link : http://www.iniziative.chiesacattolica.it/IscrizioneonlineProgettoAccolti.it
I giornalisti possono iscriversi sulla piattaforma Sigef

PROGRAMMA:
ore 14.00 registrazione partecipanti
Saluti Istituzionali: Presidente Commissione Sanità del Senato
•    Introduzione:
Sen. Paola Binetti, Neuropsichiatra

Don Massimo Angelelli, Direttore UNPS – CEI

•    Tavola Rotonda: “Buone prassi per la disabilità e la riabilitazione in Italia”
•    Moderatore: Paola Binetti
•    Interventi di:

Don Carmine Arice, Padre Generale del Cottolengo

Simonetta Magari, Direttore sanitario dell’Opera Don Guanella

Moreno Marchiafava, Psichiatra

Tonino Cantelmi, Psichiatra

Rosanna Consolo. Giornalista Pubblicista

Gianni Vivona, Presidente Rotary Roma Sud

Laura Baldassarre, Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale, Comune di Roma

•    Conclusioni:
Don Massimo Angelelli, Direttore UNPS – CEI

ore 18.30 Questionario ECM

L’accesso alla sala – con abbigliamento consono e, per gli uomini, obbligo di giacca e cravatta – è consentito fino al raggiungimento della capienza massima.
Sarà necessario avere un documento di riconoscimento

Le opinioni e i contenuti espressi nell’ambito dell’iniziativa sono nell’esclusiva responsabilità dei proponenti e dei relatori e non sono riconducibili in alcun modo al Senato della Repubblica o ad organi del Senato medesimo.

Per saperne di più sul ACCOLTI.IT

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“Col dolore e con la sofferenza… farsi prossimo”

Capua 29 maggio 2018- Iniziativa promossa da Forum sociosanitario cristiano e la Casa di cura hospice Villa Fiorita.

Il Prof. Cantelmi  interverrà al convegno con un intervento dal titolo: “La psiche nel dolore fisico“.

 

 

 

 

 

 

Per informazioni: http://www.phoenixformazione.it/convegno-col-dolore-e-con-la-sofferenza-farsi-prossimo-anche-con-le-cure-palliative/

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Convegno: BARI – 16 febbraio 2018

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CONVEGNO: La Chiesa Italiana e la Salute Mentale. Cultura del provvisorio, scarti e nuovi poveri: il disagio psichico al tempo della tecnoliquidità

Il convegno si terrà a Roma sabato 2 dicembre 2017 alle ore 9.00, presso il Palazzo della Cancelleria, nella splendida Sala dei Cento Giorni, capolavoro cinquecentesco del pittore di Giorgio Vasari (Piazza della Cancelleria 1). Il Convegno è accreditato ECM per medici (tutte le professioni), psicologi, psicoterapeuti ed infermieri. Il numero di crediti attribuiti al corso è 7,3. Partecipazione gratuita previa iscrizione ( per info: Per info: 3314634451 – [email protected] www.toninocantelmi.it)

Programma:
9.00 Apertura dei lavori e presentazione del Convegno

 

  • Sua Em. Card Francesco Montenegro, Presidente della Commissione Episcopale CEI per il servizio della carità e la salute
  • On. Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute
  • Padre Carmine Arice, ssc – Superiore Generale del Cottolengo
  • Coordina don Massimo Angelelli, Direttore dell’Ufficio Nazionale CEI per la pastorale della salute

Scarto e cultura del provvisorio
Prolusione di Sua Em. Card. Peter Turkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

I sessione: lo scenario

  • Modera Paolo Girardi
  • Povertà vitale e salute mentale – Alberto Siracusano
  • Il dolore mentale nella postmodernità tecnoliquida – Tonino Cantelmi
  • I minori e la salute mentale – Stefano Vicari

Coffee Break
II Sessione: questioni aperte 

  • Modera Giovanbattista Tura. Intervengono:

A – Area Organizzazione:

  • Antonio Vita (organizzazione dei servizi)
  • Luigi Janiri (migranti)
  • Giuseppe Nicolò (rems)

B – Area Famiglia:

  • Maria Beatrice Toro (genitorialità ferita)
  • Alessandra Laudato (anziani)

C – Area Comportamenti:

  • Daniele La Barbera (dipendenze comportamentali),
  • Maurizio Pompili (suicidio),
  • Michele Ribolsi (percorsi di cura)

13.30 Pranzo
III sessione: proposte per una pastorale per la salute mentale

  • Modera Vincenzo Corrado, Direttore dell’Agenzia SIR
  • Intervengono: fra Marco Fabello (IRCCS Centro S. Giovanni di Dio-Fatebenefratelli di Brescia), don Tullio Proserpio (Accompagnamento spirituale), mons. Francesco Soddu (Caritas), don Paolo Gentili (Famiglia), don Michele Falabretti (Pastorale giovanile), Aldo Bova (Forum Associazioni socio-sanitarie).

Conclusioni e presentazione di orientamenti per un progetto pastorale per la salute mentale

  • Don Massimo Angelelli  e Tonino Cantelmi

ASSEMBLEA NAZIONALE AIPPC

Per info: 3314634451 – [email protected]

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Convegno: L’azzardo non è un gioco. E le famiglie lo sanno molto bene

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Convegno: L’epoca delle passioni tristi: incertezza, melanconia, perdita della speranza e salute mentale

Roma 23/06/2017 – Convegno inserito nel XIV Simposio Internazionale dei Docenti Universitari

Il simposio “L’epoca delle passioni tristi: incertezza, melanconia, perdita della speranza e salute mentale” si propone di approfondire le peculiarità del disturbo depressivo in ambito clinico, diagnostico e terapeutico considerando, soprattutto, l’incremento della sua prevalenza nella società odierna. I relatori discuteranno nei loro interventi dei fattori di rischio e dei fattori protettivi della malattia prendendo in esame le migliori strategie di trattamento, considerando la valenza dell’approccio integrato: psicoterapeutico e farmacologico. Verranno poi affrontati, nelle relazioni, argomenti specifici come: la depressione e la spiritualità; la depressione nel ciclo vitale femminile e le dimensioni dell’attaccamento nella depressione in gravidanza e nella depressione post-partum.

La partecipazione è gratuita previa iscrizione online compilando il modulo 
Per ulteriori informazioni o modalità di iscrizione contattare la segreteria organizzativa: dott.ssa Giorgia Vinci: 3314634451- [email protected]
SEDE: Pontificia Università Lateranense – Piazza di S. Giovanni in Laterano, 4, 00184 Roma
DATA: 23 giugno 2017 dalle ore 14.00 alle ore 18.00
CORSO ECM: N. 197161, crediti ECM 3; accreditato per medici (tutte le discipline) e per psicologi/psicoterapeuti

Per tutti sarà  rilasciato un attestato di partecipazione
Programma
ore 14:00 – 14.45 – Introduzione al tema

  • Prof. Alberto Siracusano (Università di Roma “Tor Vergata”)
  • Prof. Tonino Cantelmi (Pontificia Università Gregoriana, Rome)

ore 14:45-15:15 – 1° Sessione:

  • Prof.ssa Cinzia Niolu (Università di Roma “Tor Vergata”)

ore 15.15 -15:45: 2° Sessione:

  • Prof.ssa Maria Beatrice Toro  (Pontificia facoltà di scienze dell’educazione Auxilium, Roma)

ore 15.45- 16:15- 3° Sessione: 

  • Prof.ssa Mariantonietta Fabbricatore (Università Europea di Roma)

ore 16:15-16:45 – 4° Sessione:

  • Dott.ssa Emanuela Bianciardi (Università di Roma “Tor Vergata”)

ore 16:45-17:15 – 5° Sessione: Discussione
ore 17:15-18:00 – Conclusioni

ISCRIZIONE

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